Trovata la sottostruttura interna alla piramide di Kukulcàn di Cichén Itzà

Scritto il 22 novembre 2016 da Ivan (Ivan Jacquemod su Google+)

piramide chichen itza

Come risultato della seconda fase del progetto denominato “Estudio de tomografía de resistividad eléctrica 3D” nella piramide El Castillo a Chichen Itza, in Messico, un gruppo multidisciplinare di specialisti dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) e dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH), ha confermato l’esistenza di una struttura più antica, costruita tra il 550 e il 800 dC, all’interno del celebre monumento e convalidato anche la presenza di un antico cenote sotto il tempio, la cui scoperta era già stata annunciata nell’agosto del 2015.

Come nella precedente fase di lavoro, è stata utilizzata una tecnologia globale innovativa sviluppata dal gruppo di lavoro, che utilizza strumenti non invasivi di esplorazione geofisica poco profonda. Ciò ha permesso loro di rintracciare le dimensioni di una seconda sottostruttura sul lato est della piramide, che grosso modo dovrebbe essere alta 13 metri e con una base di 12 m in direzione nord-sud e 18 in direzione est-ovest
Parlando del significato di questa scoperta, l’archeologa Denisse Argote ha dichiarato che attraverso questi nuovi dati, si potrà sapere di più rispetto alla prima fase monumentale di Chichén Itzá, quando i Maya non erano ancora entrati in contatto con le civiltà straniere dell’attuale Messico centrale e la costruzione dei loro templi non raggiungeva altezze superiori ai cinque o dieci metri di altezza.

“Queste fasi diverse di costruzione sono causate da molti fattori” hanno dichiarato gli archeologi “dal rinnovo dei gruppi di potere al naturale deterioramento degli edifici. I costruttori si sono limitati a riempire e coprire i templi antichi perché, trattandosi di luoghi sacri non potevano essere distrutti, dato che erano necessari per mantenere in contatto con i mondi spirituali”.
Un’altra teoria degli studiosi è che, data la maggiore vicinanza della struttura interna, con la posizione del cenote, i primi abitanti della città sapevano dell’esistenza di un tale corpo di acqua, che non solo era considerato un elemento chiave per l’agricoltura, ma anche una rappresentazione di origine cosmologica della vita e, allo stesso tempo, del mondo sotterraneo.
Essi hanno rilevato, infine, che la conferma geofisica della presenza del cenote e della struttura interna, potrebbe guidare il futuro lavoro di esplorazione archeologica per l’individuazione dell’accesso al santuario primordiale alla zona. Una scelta ideale per raggiungere questo obiettivo sarebbe stabilizzare e utilizzare il tunnel aperto nel 1931, al fine di non esporre a danni la piramide.

Fonte: Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) http://www.inah.gob.mx/es/boletines/5750-hallan-especialistas-una-segunda-subestructura-en-la-piramide-de-kukulkan-en-chichen-itza

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