Luca guardò la sua immagine riflessa nello specchio del corridoio che dall’ingresso del locale conduceva all’interno. Solo in quel momento realizzo di essere ancora vestito “da lavoro”. Completo grigio, camicia azzurra e cravatta. Certo non era l’abbigliamento adatto ad una serata in discoteca, ma fu un pensiero che gli rubò giusto qualche istante, non gli importava poi molto del proprio aspetto e comunque il vestito era di qualità e gli stava bene.
Cominciò a guardarsi intorno per entrare in sintonia con il locale, si sentiva come se fosse a una festa, non conosceva quasi nessuno, ma ogni persona poteva essere un amico per qualche ora.
Alla cassa fece il suo tiket per il bar dove si avviò per il secondo drink della serata. Un buon cuba-libre, era un po’ che non lo beveva e quella sera aveva voglia di spassarsela. Cominciò a fare un giretto del locale con il suo drink in mano, guardando le belle ragazze sorridenti vestite alla moda e i ragazzi intenti a farle divertire, ascoltando la musica e cominciando a sentirsi catturato dall’atmosfera e dal rum del suo bicchiere. Il ritmo lo penetrava e si accorse di camminare seguendo vagamente il tempo. Fece il giro di tutto il locale e, terminato di bere, decise di buttarsi in pista. Un dubbio gli velò la mente per qualche secondo: sarò mica ridicolo a ballare da solo in giacca e cravatta? Ma poi penso: chi se ne frega! Ho voglia di ballare, ballo!
Si butto in pista, chiuse gli occhi e sentì il ritmo salirgli dentro le gambe, conquistare il fondoschiena, aggredire le spalle, il collo e la testa. Si muoveva libero tra gli altri seguendo il ritmo e lasciandosi andare completamente.
A guardarlo non si poteva certo dire che fosse aggraziato o che andasse a tempo, però nella sua spontaneità e nell’espressione serena del suo viso, si coglieva il piacere che gli davano quei movimenti e il tutto gli conferiva un non so che di fascinoso. Non era un ubriaco da solo in mezzo alla pista, ne un fighetto impettito che si muoveva con passi e sguardi studiati, era un uomo adulto, sereno a cui piaceva divertirsi, a cui piaceva ballare e divertirsi.
Continuò a ballare fino a quando il dj mise un pezzo che non gli piaceva. A quel punto uscì dalla pista e punto dritto al bagno per rimettersi un po’ in sesto. Era accaldato e il cuba-libre aveva solleticato la sua vescica. Si diede una rinfrescata e quando usci dal bagno i suoi occhi si posarono su una ragazza a pochi passi da lui. Era carina, bionda, non molto alta ma con uno sguardo intenso e un sorriso radioso. Stava parlando con alcune amiche che la circondavano e sembravano tutte abbastanza divertite ed euforiche. La guardava parlare e ridere e si sentiva attratto da quel viso simpatico, da quel sorriso che sprizzava gioia, allegria, benessere.
Voleva conoscerla ma era un po’ timoroso, non si sentiva certo un Casanova, e lei era insieme alle sue amiche. Alla fine decise che se non lo faceva subito non lo avrebbe fatto più. Quindi prese un bel respiro e si avviò.
- Ciao, mi chiamo Luca, tu?
– Ciao, io Manuela .
Lei lo guardava incuriosita e sorridente insieme a tutte le sue amiche. Luca si sentiva piuttosto imbarazzato da quella situazione e decise di giocare a carte scoperte
– ti ho vista con le tue amiche così sorridente e felice e non sono riuscito a resistere alla tentazione di avvicinarmi, ma ora mi sento un po’ in imbarazzo in mezzo a tutte voi
– Non far caso a loro, stiamo festeggiando l’addio al nubilato di Elena e siamo tutte piuttosto su di giri-. E così facendo gli presentò tutte le sue amiche – stavamo giusto sorridendo del fatto che siamo qui in 5 ragazze da sole, carine, da 2 ore e non si era fatto avanti ancora neanche un ometto
– Eccomi qui, io sono stato estratto per primo, mi mandano sempre avanti per spianare la strada a quelli più giovani e indecisi
– Quindi sei una specie di ariete?
– Certo, giro per i locali a prendere contatto con giovani e avvenenti fanciulle, le stordisco di chiacchiere, le faccio ubriacare e poi quando sono rosolate per bene faccio intervenire gli operativi – Interessante, con noi parti bene perché siamo già alquanto alticce, quindi puoi concentrarti sulle chiacchiere
– Fantastico, a chiacchiere vado fortissimo
– Anche sulla pista da ballo! Ti abbiamo visto prima scatenato da solo la in mezzo
– Beh, in effetti me la cavo meglio con le parole, ma mi piace la musica e non resisto al ritmo, anche se magari sono un po’ ridicolo
– Per niente te la cavavi bene anche se eri un po’ solitario
– Infatti sono qui da solo, oggi ho lavorato, ero fuori città e quando sono arrivato ho deciso che era presto per il letto e mi sono concesso quattro salti e una bevuta
– Hai fatto bene, perché non ti unisci a noi, stavamo pensando di trasferirci in un altro locale perché staserà dobbiamo fare l’alba e quindi si è deciso di fare il tour della provincia
– Volentieri, io ho già guidato tutto il giorno, ma ero da solo, con voi sarebbe sicuramente più divertente, si va?
– Perfetto, prendiamo le giacche e ci vediamo all’uscita.
Erano le ventidue- Testad’albero, 2006

